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Riflessioni 15 giugno 2014 · lettura 2 min · 1928 letture

Non ho saputo dare

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Eccoti il nulla che ho saputo dare, e mi rimane dentro, fitta in petto, quella parola che non ho mai detto perché capissi il senso del mio amare. E io ti ho amata, e quanto! , ombra silente, con ruvida attenzione e col calore, l'impaccio di un amore che é innocente, e presta il fianco ingenuo anche all'errore. Ero, però, elegante nel sincero trasporto adolescente mai maturo, nel mai insistente e, si, talvolta duro, propormi dentro l'abito più vero. Ero vero, era vera l'emozione, vero il trasporto ed ogni stordimento che mi tradiva se un solo momento leggevo la più tenera intenzione, e non osavo il minimo commento. Era un sasso il silenzio di quei giorni per la stupidità lasciati andare, era profumo il vezzo e l'oltremare che leggevo nel dubbio ai tuoi ritorni. Eccoti il nulla che ho saputo dare, ma tu saprai quant' io intendessi dire, le cose mai banali e concepire amenità di rime da cantare. Ecco, era verità la mia bugia, e adesso che mi manca é proprio infame il tempo che mi trincia e le sue lame mi fanno sanguinare di poesia.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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alias Marina Pacifici15 giugno 2014

Sono orme di fuoco quelle lasciate dalla donna amata e perduta, orme dolenti e brucianti che nemmeno la morte riesce ad attenuare nel cuore del Poeta. E allora ecco che il Poeta non posa soltanto la scarlatta rosa della nostalgia, ma pianta i virgulti della lirica della memoria e del rimpianto. Con i migliori auspici, Maestro!

s
sergio garbellini15 giugno 2014

Una riflessione molto intensa, intima, sincera, uscita dai meandri del cuore per essere espressa in versi perfetti. Sensazioni dell'anima che evidenziano lo stato d'animo di un momento in cui i ricordi tornano alla mente con il loro bagaglio di intensità emotiva. Una lirica particolarmente soggettiva, scritta come sempre con una verve poetica di assoluto valore letterale, piaciuta ed apprezzata.