Aria di Paesante

Filari di vigna adagiati sul crinale
allineati nel disegno universale della vita
e umile baccante presenza appesa,
striminzite appaiono or le acerbe ciocche
nel meriggio afoso che brucia l'aria
in quest'arsura padrona del rituale e della scena.
Accanto vigila il vecchio bosco assetato
custode e protettore di tanta delizia del palato,
fra rovi e sterpaglia natia presenza
querce e faggi in bellavista slanciano l'ombra,
magia e ornamento del salubre proscenio
in quieta ombra che rinfresca e ristora.
Mentre lo sguardo va oltre... nella valle
che adagiata generosa si estende
sentinella all'erta il torrente nel naturale invito,
in quella culla d'oro prende sfogo libero
il dominio dello strapotere del piano,
meta prediletta degli umori di gonfie stagioni.
Nella linea di passaggio tutto coinvolge
ai suoi voleri e succubi i fertili campi
dove l'intrusa presenza lascia sempre quel pantano,
in quelle storie di un tempo passato
ove il carro e l'aratro avevano il primato
oggi è sempre più avaro il ricordo del tempo andato.
Magia di quegli ieri dove l'occhio si perdeva
nel verde intenso di rigogliosa natura
che porgeva abbondante e saporito il frutto,
nel quotidiano incedere del galoppante progresso
tutto ormai e massificato e appiattito
e latita il particolare che dava il senso di fragranza.
Imprigionati in schemi fallaci deboli ci perdiamo
nella routine di un quotidiano che spolpa la fantasia,
ma quella campagna che aveva il vestito della festa
con il poco dava lustro alla presenza attiva:
in quel solidale incontro si saldava il senso d'amore
e nella semplicità si rinnovava l'inno alla gioia.
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Commenti (1)
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Sara Acireale16 giugno 2014
Nela sempicità si rinnovava l'inno alla gioia... Purtroppo, oggi, incastrati in una routine senza senso, la vita è diventata frenetica. Non si ha tempo per niente, nemmeno per pensare, per meditare. In questo modo avviene la necrosi della fantasia e lo sguardo perde brilantezza. Lirica Apprezzata
