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Riflessioni 18 giugno 2014 · lettura 2 min · 1769 letture

Vangelo del terzo millennio (o della guerra senza confine)

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Armerai il prossimo tuo... nello sfacelo che gronda paura, dentro l'impune guerra contro ignudi, indifesi e reietti, figli spurî di un Dio diverso e di altra caratura. Nei riti di battaglia divulgati a colori e a riverberi di sangue, umanità che fugge dove langue l'amore in campi brulli e sterminati. Polveri di colori caldi e suoni che ripetono l'eco di mitraglie come risate insulse, e le muraglie che dividono i pozzi dai padroni. “...aRmerai il prossimo tuo come te stesso...!” Ecco il Vangelo a cui si presta fede, la ricchezza dilaga e non concede che alcuna povertà gli fermi il passo. E' guerra in ogni dove, e guerra spesso inonda il mio salotto di colori che la tivvù dispensa con bagliori che sanno di sinistro ammonimento. Io vivo nel mio comodo e opulento mondo bagnato di ricchi rancori, credo di amare tutti e reggo a stento salmi in diretta e pii governatori che hanno bugie statuali e gran talento. Impietrito davanti allo sterminio sento il nulla che posso e mi addoloro, ma, Dio, perché non fermi tu costoro, artefici di sangue e di abominio?
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Azar Rudif18 giugno 2014

Dio ha scelto di non intervenire per vedere fin dove è capace di arrivare la Sua creatura. Pienamente condivisi i versi... questo è il nostro mondo! L'unica soluzione che vedo è spingerlo fino in fondo sulla strada che ha preso e favorirne la distruzione... risorgerà un nuovo mondo.

A
Antonio Terracciano19 giugno 2014

Il poeta, non so se consapevolmente, applica qui alla parola un potere cabbalistico: basta aggiungere o togliere una lettera (qui la erre) per cambiare totalmente il senso del termine. Mi ricorda la storia che da poco ho finito di leggere, quella del rabbino che nel Seicento, a Praga, creò il Golem: appose sulla sua fronte le lettere EMET, che significa "verità"; quando si accorse che la creatura cominciava a produrre dei danni, gli tolse la E, e il Golem si spense, perché MET significa "morte" .