L'alveo

Non resta nulla,
solo un fiume prosciugato,
il mio letto è bianco
e immacolato,
sul secco fango
setacciato a fondo
e da ogni grano impuro
fatto mondo,
cadono perle di rugiada
a preparar la strada
a piogge cristalline, terse,
che riempiranno l'alveo
ostacolando il passo
ai giocolieri ladri, abili
manovratori di verità,
paghi di un ego
rivestito a modo
di vernice d'oro.
E sono un fiume in piena,
dove l'anima mia,
nuvola d'essenza viva,
percorre i canali della vita,
inciampa a volte
sopra la crosta dura della terra,
ma alla sorgente torna
pura e mai sconfitta.
©
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L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
Commenti (1)
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Francesco Rossi30 giugno 2014
Intensità in questa poesia dove il prosciugato diventa intima riflessione di un sentire sensibile.
