Alzheimer

Divenne fitta la nebbia
all'improvviso,
con fatica e con dolore
le lame
squarciavano le ombre,
incerte
le linee del tuo viso
fissavano
l'impronta nei miei occhi,
barcollavano i sensi
in cerca d'un appiglio
che riagganciasse
i fili
dei ricordi andati in pezzi
e mi tenesse ancora
i piedi saldi al mondo.
E quando,
nei momenti che s'accende
il sole,
la mente la pellicola riavvolge,
ancora più acuto
lo spasimo devasta il cuore,
l'angoscia
succhierà ogni residuo
lasciandomi inerme
nella mia disperazione,
ricorderò
il tuo nome, gli anniversari,
i volti amati,
e dopo un po' li avrò dimenticati.
Cellula ignara,
flebile candela
d'intermittente luce,
prima che vacuo sia lo sguardo
e la bocca priva di parole,
insegnami a chiamarti amore.
©
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L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
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