Un' altra estate
Gesuino Curreli
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Profuma il fieno, e trasparenze
che solcano gli spazi fino a oriente,
parrebbero chiamarci al deja vu
di un'estate piacevole e bollente
quando a sollecitarla c' eri tu.
L' ombra del fico, bianca, ha le movenze
dei giorni interminabili, come una donna stanca,
l'alito del lentischio ha il dentifricio verde
come le foglie acidule di erbe in adiacenze
pendenti verso i rivoli che non ci sono più.
E' l ' ora del ristoro,
ma c'é chi vorrebbe lavorare ancora,
chi vorrebbe fatica tutti i giorni
per non questuare amara dignità.
Noi siederemo al tavolo
con la pietà sincera e inconcludente,
e sgraneremo gli occhi davanti ai morti in fila
sulla banchina estrema o nelle vie roventi
dove l'anima cerca libertà.
Il profumo di fieno in questa estate lenta
che sa di vacanza e turbolenza
come altre che abbiamo ormai scordate.
Profumo di giustizia confuso alla salsedine
che ci rimanda a qualche lustro fa,
ma il nostro pianto é vano
se non per inventare altre preghiere
a un dio dimenticato, nello sconcerto
d' infinite sere che danno annuncio dell'oscurità.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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