Mi perdo
Gesuino Curreli
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Mi perdo dove cerco il non pensiero
nel buio che non c' é neanche nel sonno,
un'ombra già vissuta e un altro giorno
son vela e chiglia e fanno un gran veliero.
E navigo nei mari mai sopiti
che bevono dai miei mille torrenti,
dai cristallini rivoli e i fermenti
degli anni giovanili, ai più sentiti
rovesci dalle cime dei lamenti.
Io sono in mare, sono chiglia e vento,
sono veliero in tempo di bonaccia,
e una ferita aperta alla sua traccia
si chiude appresso al gemito che sento.
Non c'é respiro che mi spinga altrove,
l'approdo é un desiderio di poesia
remoto come fu la forza mia
che si fermò alla soglia e non si muove.
Andrò per rotte insolite e il vagare
per mari con l'aiuto delle stelle
sarà finché l'abisso e le sue celle
vorranno prigioniero il mio cantare.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Lidia Filippi4 luglio 2014
Bella e malinconica; ciascuno di noi è un veliero che naviga fra i flutti del mare, con i suoi momenti belle e quelli difficili e tuttavia continua a navigare perché l'approdo è un desiderio di poesia... Apprezzatissima!

