Opache trasparenze
Marilù Di Liberto
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Vana come la nebbia
appaio, anzi non appaio.
Nascosta da un velo opaco,
osservo manie e vizi altrui.
Bellezze e brutture
di anime vive, di anime perse.
Mi vedi, non vedi,
tra ombre e tempeste
di intimi intrighi.
Riconosci, non riconosci,
i tratti del viso.
Sorridono, piangono,
occhi che osservano,
non visti, non rilevati.
Giostre di pensiero
in una centrifuga,
girano girano.
Come ubriaca,
vacillo, ma non demordo.
Continuo perpetua
nel mio cammino.
©
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L'autore
Marilù Di Liberto
IL mio nome sul documento è Maria Luisa, ma mia madre voleva chiamarmi Marilù, al battesimo avrebbero fatto storie e così mi hanno registrata all'anagrafe in quel modo, in realtà mi hanno sempre chiamata Marilù. Sono nata a Palermo il 14 giugno 1955, ma vivo a Roma da quando avevo sei anni. Sono sposata ed ho un figli
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