Masseria
Marilù Di Liberto
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Un tempo passato
ormai dimenticato
appare nel viale alberato.
Profumi misti di lauro,
fichi e erbe aromatiche,
lasciano intravedere
tra le chiome frondose
una Luna quasi piena
alta e luminosa.
Calpesto le radici e i sassi
tra il pozzo e il forno antichi.
All'interno vedo ciò che accadeva:
un viavai di massaie
intente alla cucina,
tra la madia e il secchio
del pozzo interno;
il camino e le pentole
di rame o alluminio;
tovaglie di lino grezzo
orlate ad uncinetto;
lenzuola odorose
di fresco bucato;
bracieri ardenti,
tra le camere da letto
con testate di ferro battuto,
accolgono il riposo
e il giusto godimento
di teneri sposi.
Lei seduta alla toletta
spazzola i lunghi capelli,
indosso la camicia di batista,
lui attende fremente
sotto la coperta di trina.
S'ode un pianto nella culla
la dondola mesta la tata.
©
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L'autore
Marilù Di Liberto
IL mio nome sul documento è Maria Luisa, ma mia madre voleva chiamarmi Marilù, al battesimo avrebbero fatto storie e così mi hanno registrata all'anagrafe in quel modo, in realtà mi hanno sempre chiamata Marilù. Sono nata a Palermo il 14 giugno 1955, ma vivo a Roma da quando avevo sei anni. Sono sposata ed ho un figli
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