Nel cielo del mondo l'ultimo Dio
Nicolina Macari
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Una pioggia di sangue
si addensa in ginocchia piegate.
Il cielo tra le macerie è lava che brucia,
guarda l'inferocita terra
di dispersi martoriati corpi
su drappi che non volano
agghiacciati di tombe.
Impotenti giorni d'abissale pena
desolano strade,
fanno piaga alla purezza di pargoli messia
sono rantoli innocenti
nell'aria scoscesa.
Com'è estrema la morte che ringhia alle bombe!
Per il colle della vita
non ci sono Campane che esultano,
urla di dolore non hanno timpani
calde mani giacciono,
murate dentro la prigione dell'anima.
Al crocifisso
i pianti della disperazione,
per i dardi che hanno l'eterna dimora.
Chiedo tanto riccamente la salvezza
per l'umile fanciullezza benedetta
perché oltre il recinto
la speranza è una pennuta creatura
libera dal solenne sudario.
Nel cielo del mondo l'ultimo Dio.
©
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Commenti (2)
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D
Delinquente14 luglio 2014
Non c'è più cielo su Israele, le urla dei bambini uccisi hanno oscurato il sole, e senza bestemmiare sembra che Dio sia andato in ferie. Grazie Nicolina per questa tua poesia denuncia, ci trovi senz'altro tutti della tua idea.
Francesco Rossi14 luglio 2014
Mi unisco a Delinquente, purtroppo Dio non può intervenire di persona perché lo spirito vive dentro di noi e se noi lo disconosciamo i frutti sono quelli delle prepotenze e delle prevaricazioni. Un secco e deciso FINITE le Ostilità.

