Ma quanto vorrei!
Gesuino Curreli
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Io non suono poesie perché non posso
avere corde di violino in gola,
non traduco metafora che vola,
e la parola é stanca dentro un fosso.
Allora cerco e rubo ai versi altrui
un po’ di tinta e il suono che diffonde
un'estasi, un delirio e poi nasconde
la verità che vive i tempi bui.
Non ho violini in gola perché il pianto
sarebbe stato un trillo naturale,
ameno quanto il soffio del maestrale
che vibra sul calcare col suo canto.
Così la rima zoppica, stridente,
la metrica balbetta e non conclude
il ritmo iniziale che mi illude,
ma poi finisce e cade mestamente.
Vorrei quel verso che si libra e splende
per suoni mai compresi e coinvolgenti,
dettando l'emozione e i sentimenti
con cui l'animo asfittico si accende.
Il semplice poetare che rischiara
la mente nelle nebbie del sentire,
il lampo che dà senso all'imbrunire,
l'addio di una giornata che fu amara.
Non ho il violino in gola che sorprende,
e il canto roco non dispone al meglio
la notte che verrà, neanche il risveglio
avrà il velluto e il tono che mi accende.
Ma quanto vorrei giungere ai bagliori
che irradiano il respiro del dolore,
gli umori che dispongono l'amore
a conquistare i palpiti dei cuori.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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