Solitaire vigie
Jeannine Gérard
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+ Segui

Le jour finit avec ses chants d’oiseaux
et ses effluves que l’air emporte.
Les rougeurs du couchant s’effacent
et le ciel est perdu sous ce manteau gris
dont la nuit se revêt.
Mon sang bouillonne comme la lave
et se fige comme elle
à ta seule pensée.
Solitaire vigie,
elle sort de mes nuits terribles et brûlantes
et me précipite dans les affres
d’une liaison charnelle.
C’est l’extase et l’agonie, le désir et l’effroi.
Et vient m’agiter la détresse cachée.
« Heureux ceux qui peuvent aimer.»
Désespérée,
je regarde les cieux et demande à Dieu
un signe de vie, de tendresse...
Silence!
Il ne me reste que l’espoir d’une autre vie.
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Solitaria vedetta
Il giorno se ne va coi suoi canti d'uccelli / e i suoi effluvi che l'aria trasporta.// I rossori del tramonto si dileguano / e il cielo è perso sotto un mantello grigio // di cui la notte si veste . // Il mio sangue sgorga come la lava / e si coaguli come lei // al tuo solo pensiero. // Solitaria vedetta, / esce delle mie notti terribili e cocenti // e mi getta nel terrore / di un legame carnale. // Estasi e agonia, desiderio e angosce. // E viene ad agitarmi lo sconforto nascosto / “ Felici coloro che possono amare." // Esasperata, guardo il cielo e chiedo a Dio / un segno di vita, di tenerezza... // Silenzio! // Mi resta solo la speranza di un'altra vita.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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C
Claudio Toccafondi28 luglio 2014
Sono rimasto turbato; quanta verità, quale agitarsi di sentimenti nella tua poesia! Bella e coinvolgente, complimenti sinceri
