Et in terra pax hominibus
Quegli occhi lucidi di pianto
lo sguardo vuoto in cerca di qualcuno,
dei nostri figli sono, che non abbiam più accanto;
ma ciò non desta sdegno più in nessuno.
Figli di un altro Dio si dice,
forse di un dio diverso
ma sugli scarni corpi ognor si può veder l’immane cicatrice
l’ennesima ferita inferta da questo stolido universo.
Fratel Caino uccide il buon Abele,
lorde di sangue son le stesse bianche mani
che sian di Palestina od Israele
niun sarà giammai nocchier del suo domani.
Di ogni gente Iddio, or io ti chiedo: volgi lo sguardo tuo verso quel figlio
che come il Tuo la Croce di per sé volle
non per morir, però, ma quale Santo appiglio,
come riparo e scudo dall’uom cotanto folle.
Nello stracciato ciel di quella terra
solcato sol da maledetti uccelli
balenare almen potesse alfine
quell’iride gloriosa, che della guerra
potesse suggellarne ormai la fine.
©
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L'autore
Giovanni Ciao
Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa
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