Povero vecchio
Stanotte la pioggia ha lavato i tetti di ardesia
che ancora bagnati si fanno
specchio del primo sole, barbagli
accecanti per pochi passanti già desti.
Dalla montagna
ancora coperta d’uno scialle di nubi
qua e la lacerate
che dagli strappi rivelano
bianchi riflessi di ghiaccio
profumata e fresca discende
un’aria soave.
Su una panca
umida ancora seduto fisso la montagna.
i lampi dei ghiacci, i riflessi del sole
ma più non penso
itinerari smaglianti o passaggi
nei boschi stillanti.
Tra breve, scenderò al caffè
un poco tremando allo sforzo:
un vecchio che amara
inizia un’altra giornata,
solinga ed inerte
e non trova il coraggio
di renderne grazie
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Annamaria Barone31 luglio 2014
la tristezza avvolge le sublimi parole del Poeta, e diventa bellezza, non quella urlata e luminosa come un canto a squarciagola ma silenziosa e lieve, perché le parole ed il cuore disegnano sentita Poesia.
