La palude
Inizio
e ancor prima
dell’unione
sento incombere
il termine del volo
torno indietro e
al momento di guardare
un ricordo annaspa
alle mie spalle e
annega nelle sue promesse
non dire altro,
da quando scrivo
la luce non viene
più dal giorno
il mio affanno è sapienza
le certezze si sgretolano
e non posso più parlarti
di quello che gli occhi
non riescono a spiegare
aeroplano
scalo marino
adescati nella notte
era un uomo religioso
stampe d’epoca e
stivali da guerra
congedato alla sua morte
sogghignando alla marea
voglio andare via
da questo teatro
da questi obesi
farisei aggrappati
ad una legge vegetale
c’è un progetto?
io preferisco motel
alla camera dei giochi
senza trappole
chiavi in mano e frigobar
e la tua figa a sanare
il mio nomade declino
mi aspetterai?
non credo di seguirti
ascolta,
sono senza diplomi
le mie braccia
sono aperte
il mio cuore è solo
e una nuova vita
sta nascendo
dall’altra parte del mattino
oh pioggia d’estate
venti stranieri
figli della
liquida progenie
consacrate il vostro canto
immolatevi sui loculi
dei poeti senza prole
l'ombra del satiro
ci segue ancora.
©
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