A piedi scalzi
Camminavo la notte
a piedi scalzi.
L'ora era il silenzio
del ghiaino
e la nostalgia
dei suoi piedi scalzi,
il calmo schiantarsi
dell'onda sull'inferma
battigia percossa
nel giorno.
Il vento camminava
sull'onda,
mi sognavano gli occhi
immersi nella fresca
acqua notturna.
Disperse nel lago
giacevano le ombre,
confuse tra paglie di luna,
color d'argento, tremanti.
Ecco i suoi occhi
e la sua voce di canto,
le fertili labbra di baci,
gli amplessi sugli orizzonti
di stelle.
Lontani dai confini,
senza fermarsi, fino all'alba.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis29 luglio 2014
Immagini intriganti, e sensazioni del profondo, riportate in strofe di rara bellezza, in una notte diversa, in cui i sogni sembrano tramutarsi in una dolce realtà già vissuta... Poesia molto apprezzata
