Lungo la sponda del muro sbrecciato
Amo quei fiori
lungo la sponda del muro
sbrecciato,
li vezzeggiavi a sera
nelle ancor calde ore
dell'estate,
con grappoli di acqua
di fonte,
e nelle loro coppe,
come cristallo colmo
di luce calante,
suggevi il profumo del
tramonto,
umile e scarno come
i canti che, prima
della notte, consolavan
la tua vita.
Un' ape s'un'ala di vento
ti riposava nell'ombra
la sua fatica.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis3 agosto 2014
Ancora ricordi del passato, nelle strofe di questa raffinata lirica, che l'autore presenta ostentando con particolare delicatezza immagini d'una notevole natura Poesia molto apprezzata
