Capo e linea
Selvaggiamente si avvicina l'ora dell'oblio,
caduchi rammendi non sembrano più efficaci.
Sofferenze infinite
lancinano aggrovigliati organi interni,
passano nella mente associazioni e ricordi,
voluttà e nebbie.
Si arroventa ancor più il dolore senza sconti,
lacrime interne non sgorgano più.
A volte la sofferenza sembra emaciarsi di solitudine
ma la solitudine è la madre della sofferenza.
Virtù e difetti non si bilanciano più,
è ora di andare abbandonando la vita,
togliendole l'ultimo potere rimasto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!