Dolo

Natura che invitante porge il viso
in quel lieve arpeggio ben nutrito,
ove le variazioni in un ampio testo
si rincorrono e offrono magie del verso.
Udir parola diversa nella sua impronta
tante più voci nell'orchestra di campagna,
non è monotematica come l'aria di città
che fa nella congestione la cassa di risonanza.
Ore lievi lasciano il passo deciso
verso il meriggio intenso e soleggiato,
dove la mandria umana stanca si ritrova
sullo specchio azzurro a mostrar il viso.
Io... appartato fra la generosa fronda
rimiro e origlio accorto ogni bisbiglio,
nell'aria tersa il profumo da sballo
mi mostra il dito nel suo sentiero pulito.
Fantasie di colori sul proscenio fan da sfondo
e nel celeste invito tracce d'aeri in volo
lasciano segnali inquietanti che minano la scena:
fan capire che fra progresso e natura
continua l'estenuante braccio di ferro...
anche l'angolo più puro è minato dal suo dolo.
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