La sedia vuota

Passano i mesi rapidi
e si accavallano le stagioni,
a ogni mia frugale venuta
la vedo sempre lì in bellavista,
il portamento è sempre distinto
ma nel suo profondo la tristezza abbonda.
Mia cara madre non vieni più
a riempirla tutta in costanza,
ormai lei era diventata la tua confidente
e la vostra vicinanza era sostanza,
quando la vacanza porgeva il viso
e ritornavi sotto le stelle di maremma.
Or la guardo e la vedo ammiccare
forse lei cerca qualcuno da consolare,
ma io mi tengo a debita distanza
con educazione e rispetto
quel tuo posto non lo prendo,
e già so che in codesto tuo letto
la nostalgica mente ti riporta
in quel morbido floreale pezzetto.
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Commenti (1)
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Sara Acireale24 agosto 2014
La sedia vuota ricorda colei che non c'è più, la persona che è stata la più cara e la più importante del mondo: la MAMMA. Osservando quella sedia molti ricordi si accavallano e una nostalgica tristezza assale il cuore...
