Una sola voce

Insonne è la notte che apre il sipario
su quest'oggi carico d'inquietante accento,
fiumi d'odio prepotenti invadono
e ampi squarci di terrore minano il creato.
Perché al fratello nel tuo atto di fede...
famelico recidi il capo?
In quel tuo cappuccio di boia
mostri deciso il ghigno di vittoria,
uomo malato d'imperante retorica
in osceni sentieri già sconfitti dalla storia.
Piange l'anima al solo pensiero
della truce tirannide che annienta il diverso,
come oppio riproponi quell'unica voce
che famelica sopprime etnie e culture,
per una sola voce nel coro e un solo spartito
ove troneggi altera quell'imposta canzone.
In quest'odio irrompe ingrato il disprezzo
e tratti le persone come carne da macello...
tu che parli di fede e del tuo Dio diverso,
ma l'anima e il sentimento non hanno prezzo:
solo quel vento caldo che bacia con rispetto e amore
e tollerante unisce ... questo è il vero verbo.
Malinconica e tragica è la notte che non dà futuro
dove la parola incancrenita ormai più non vola,
solo la voce del cannone e squarci di mitraglia
dettano il tempo e impongono la scaletta di morte,
su questo proscenio sempre più logoro e insanguinato
si rinnova la vergogna di un oggi che non è più teatro.
©
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