Perdono
Piovono
tepide stille di cielo
qui sul mio freddo ed incredulo viso,
perforan di lacrime il velo,
che separa da me quello specchio ormai opaco:
il tuo antico sorriso.
Piovono
gelide stelle
dall’alto di un cielo tremante,
lo sguardo tuo altero che imponi
a me, che quaggiù a gran voce
muto invoco perdono,
in ginocchio, gemente:
inutile prece di un ormai inutile uomo.
Piovono
trepide gocce
dagli occhi di chi solo adesso ha compreso
quel tempo ormai andato.
Tra terra ed empireo il mio esser vacilla
lambendo quell’ombra fugace.
E alla mente riaffiora
l’amico sembiante, ormai troppo lontano,
ma ognor vivo nel cuore.
La mano gli tendo,
svanisce con rapido addio,
il sogno finito e quel viaggio iniziato e vissuto,
ma ormai perso in un sordido io.
Piovono,
e tremule corrono,
sparendo tra i flutti di un mare in tempesta:
l’ormai spento tuo fioco sorriso.
Perdono,
null’altro ora vedo,
perdono,
e null’altro ti chiedo.
©
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L'autore
Giovanni Ciao
Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa
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