Il cammino del vento
La furia del vento del sud
ha imperversato possente sull’arenile deserto
lasciando di se lunga traccia, che in questo mattino
radioso sembra sfidare a capirne il perche, evidente
dove più dei suoi colpi la sponda ha sofferto
ora appena accennata come carezza di bimbo innocente;
qui ha risparmiato un leggero aquilone di carta
che palpita ancora le ali nel sogno interrotto
di spiccare il suo volo nel sole splendente;
qua invece ha distrutto con furia selvaggia
una casetta di legno che ornava la spiaggia:
ora ridotta in minuzzoli aspetta
che uno spazzino rimuova i sui resti.
Quaggiù, una massa di alghe verdissime
si decompone al sole e scende per rivoli
scintillanti verso le onde scorrendo
sulla battigia intessuta di fili d’oro
dai raggi del sole nascente cangianti e lucenti
qui uno strano mobiletto intarsiato
quasi indenne da dove chissà pervenuto,
e qui una sedia schiantata divarica le zampe spezzate
grottesca mimando un gesto sguaiato.
Appare ad ognuno che il percorso del vento,
rivelato da questi e da altri simili segni
non è casuale ma per comprendere occorre un saggio
dalla mente drogata da immenso sapere
del quale lui solo sa ove sono i confini,
che decritti la mappa arcana lasciata dal vento
del sud che imperversò tutta notte
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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