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Introspezione 21 settembre 2014 · lettura 1 min · 1890 letture

Angoscia

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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quando le pareti diventano giganti e la luce fuori solo persecutoria ossessione e le mani vacillano e gli occhi fuggono da questa smania che declina i tempi in oscuri vaticini e trema i vetri in labirinti di paure senza fughe senza ancore o porti sola fuggo in un cortile senza fiori dai miei mostri che mi braccano senza sosta spietati aguzzini ghignanti sul mio capo scoperto in balia di serpi e iene figlie d'un vento che soffia leggero ma perenne sul mio smarrimento é un'eco malsana che rimbomba dentro cerco una tana dove nascondermi e dormire mi ritrovo catene fino al fiato difficile respirare annaspo i giorni cerco ripari fuggo e scompaio ma non smetto di tribolare cerco girasoli ma trovo solo viole
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (2)

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adriana sini22 settembre 2014

complimenti per l'intensità delle immagini creata... credo che quando, letta una poesia, si senta l'esigenza di leggerla ancora e ancora, come mi è successo ora, significa che è un componimento che merita...

Azar Rudif22 settembre 2014

Lo smarrimento ed il senso di impotenza di fronte a problemi che vediamo insuperabili escono prepotentemente da questi versi che non solo per maestria, ma sopratutto per grande capacità espressiva trasferiscono le stesse sensazioni dell'autrice. E' un esempio di quando i versi vengono scritti dalla propria anima che è come un pennello che disegna immagini e sensazioni. Bella e complimenti!