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Riflessioni 23 settembre 2014 · lettura 1 min · 1749 letture

Bicolore

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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saltellano aquiloni sul mio cortile spinato e rondini d'uccelli il volo carpisco fra nubi bicolore e argento e diamanti in questo ammaraggio che sa di fango di fumo di niente navigo il presente senza rotta ancorata ad ordini distinti ma oltre orizzonti organizzati intravedo dita e occhi e mani e poi sorrisi e carezze promesse dolci letizie una fiaba perenne che non smette di ricamare di pizzi e organza il mio divagare ogni volta che chiudo il giorno in rifugi di sogno dove per ogni problema c'é una fata che trasforma in piume polvere e graffi e allora levigo e lenisco questo ruvido assoluto che mi scortica a sangue quando un nuovo giorno m'appresto a calpestare e mi calpesta senza remore senza fiatare seguito a soffocare
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (2)

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lucio lucentini23 settembre 2014

Arrivo a fin lettura quasi senza fiato. Ambivalenze e non di colore scrivi. Mi lascia una forte tristezza, fangosità che esula dalla fluida poesia che i miei occhi seguono, un pessimismo atavico e un senso scontato di rassegnazione. I sogni non guariscono( forse leniscono) ne proteggono, fanno solo parte della vita, malati siamo a volte da “problemi”che sono da (ri) cercare altrove. Però è saggio chi non giudica solo perché non vede.

Azar Rudif23 settembre 2014

Una natura violenta di nubi bicolori dal quale si discende verso il fango della terra. Terra dove si naviga secondo strade preordinate e precostruite. C'è molta tristezza e rassegnazione in questi primi versi, ma oltre l'orizzonte si spera in qualcosa di diverso. Qualcosa che è raggiungibile solo camminando nel fango della terra e se è vero il motto "per aspera ad astra" alla fine si giungerà a quell'orizzonte anche se la terra che calpestiamo ci calpesta e ci soffoca. La leggo come di chi ha individuato i mali di questo mondo e quelli personali e si dibatte e si batte per migliorare e migliorarsi. E' l'eterna ricerca della "posizione predominante" dalla quale poter decidere della propria vita.