Ora
Pennellate frettolose
le ultime nubi mattutine
il chiarore improvviso,
sciabole brucianti
sulle mie palpebre.
Immagini di te,
il mio perche'
la tua assenza.
Eppure,
te ne sei andato,
unica colpa la mia
non aver soddisfatto
le tue voglie di uomo.
Il mio corpo
acerbo,
inviolato,
impotente,
in balia
delle tue abili mani,
non capiva
che non eri
il domani.
Alla fine,
te ne sei andato
hai cercato
peregrino
altrove ed ovunque
le tue misere gioie
La memoria mia
non possiede con te
il dolce scoramento
della prima volta
non ha l'eco
di un cuore
che ferisce dentro,
solo recondita paura
del tuo
sconosciuto corpo.
Ora so,
non meritavi
la pura essenza
della mia adolescenza.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
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