Ritornando a casa
Di te mi è rimasta l'impronta
del sedere sul divano,
qualche goccia di lacrime e grappa
sulla trasparenza d'un bicchiere,
una vestaglia lisa d'un colore, ormai,
indefinibile come la nostra vecchia
storia d'amore: scorie da riciclare.
Ti sei chiusa la porta alle spalle
per guardare avanti, a sessant'anni!
Un ultimo sguardo e già
non ci siamo riconosciuti.
Ritornavamo estranei... dopo vent'anni.
Tutto risucchiato nel buco nero
d'un risentimento.
Rannicchiata in un cappotto,
il foulard che inseguiva il vento
ti ho accompagnata fino a quel puntino
che eri diventata nella mia anima,
poi ti ho confusa con una persona
che era lì in attesa d'un tram
con l'indifferenza che dopo molti anni
lascia l'odio.
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Commenti (1)
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picciro2 ottobre 2014
Quanta tristezza in un addio! Nella confusione dei ricordi, traspare il ricordo del bene voluto e l'indifferenza dell'abbandono, mitigata dal rimpianto che non torna indietro, lasciando una sensazione di sentimento ormai corroso dal tempo... o dall'abitudine? Molto bella l'esposizione dei sentimenti, nelle immagini che piano... sbiadiscono... Complimenti davvero!
