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Introspezione 16 giugno 2007 · lettura 3 min · 1515 letture

Astratto e libertà, poesia senza nome.

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Gothic Boy 71 poesie pubblicate
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Ho visto il mio riflesso camminare, Quando le tende squarciate del cielo ondeggiavano nella camera del vento… Mittenti di lettere, la fisarmonica d’un uomo sporco nel vicolo, le strade a senso unico. Giriamo sempre in tondo, cercando punti vivi in quelli morti quando le siepi alitano sulle degradate pasture. All’esasperazione della verità, annaffiamo i fiori di speranze indaco fino a bere acqua sporca. L’esecuzione è già iniziata e la puntina di un vecchio giradischi cuce note impolverate… I poeti sono i fotografi dell’anima, mentre si succede il flash accecante d’una penna che irradia le mura dei pensieri; Non sono divisioni in versi, no, sono album rilegati con materiale naturale, la foto ricordo va attaccata tra le righe. Un portacenere mi guarda inespressivo sollevando solo qualche fiocco di cenere, non riesco nemmeno ad esprimere tutto a pieno… Un giocatore d’azzardo alcolizzato abbandonato sul bancone, le ombre chiare dei tuoi occhi grandi, le rughe sul viso d’un fumatore e poi, una scacchiera…Sempre e solo misteriosi contrasti. Anche le pietre diventerebbero vive sotto l’impeto della passione, c’è chi si dedica troppo ad amare. Da un camino vedi il fumo tracciare creature nere come inconsistenti ombre cinesi e poi… Rumore di lancette, come ansimanti puntaspilli di numeri.Una benedizione verde sui rami... Questo è l'attimo in cui la musica ti entra dentro e vorresti esplodere nelle note, trascinami con te Rock Romantico. Apriamo la nostra terra interiore, facendo piovere parole su tetti di sabbia ossidata, sulle tegole bagnate di sensi... Vorrei scatenarmi, liberarmi in un bacio. Siamo gocce strette che scivolano, abbiamo la sensualità di angeli imbalsamati, lo stesso pallore che ha un cielo di cartapesta... Buchiamo cuori, identici a bambini che infilano aghi nei palloncini. E poi ti tocca solo qualcosa che non puoi sentire, asessuato, inesistente, intangibile compagno di molte emozioni vissute: il silenzio. Il vento che gesticola attraverso gli alberi…Si, bisognerebbe essere vento. La vita che ci sfoglia, fino ad essersi annoiata del libro mentre le frasi umane, delebili, si vanno sbiadendo giorno dopo giorno… Bisogna avere un rullino veramente grande nella mente svilupperemo tutto su carta, svilupperemo tutto da morti. Dita rotte di ceramica, un taglio su una guancia e una boccata di fumo…E lasciamo scorrere la mano su steli di vetro soffiato, che sbattendo tra loro tintinnano come il canto sconosciuto d’un uccello imperfetto. Appoggiato ad una colonna ricorda, immagina, desidera, sogna e guarda il cielo pieno di inanimate colombe d’ovatta…Vedi le luci smorte dei lampioni rimbalzare su un fiume come lucciole imprigionate in bolle di sapone.
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Commenti (2)

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Maurizio Brancaleoni16 giugno 2007

... complessa, pregna di significato... c'è molta vita in questa poesia...

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NoName17 giugno 2007

Non ci vengo spesso qui... ma dopo lunghe assenze è dolce stupirsi ancora delle tue urla nel fumo