Quel giorno

Quel giorno...
Tra i miei seni la tua bocca
succhiava il nettare delle more
mentre fuori dalle finestre i giunchi
si flettevano alla mercè del temporale.
Intrecciate le dita, uniti i corpi,
nuvole di cristallo i pensieri sparsi.
Di rosso porpora disegnate le lenzuola
come tinta dall'anima fosse la pelle.
Quel giorno...
All'apice del tuono e della pioggia
due grida si levarono all'unisono
e fu l'ultimo atto di quella ingannevole follia.
Poi il diluvio cessò e si fermò il mondo.
Stretta nella morsa la pantera rimase ferita
ma non gridò, non si ribellò.
Chinò il capo per l'ultima carezza e dal cuore
strappò le dolorose tracce di quell'amore.
©
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L'autore
Oriana
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