Vai... Capitano

Dove vai capitano sulla tolda
la ciurma stralunata t'acclama,
all'orizzonte non appare la terra
e l'affanno ingabbia le membra.
Tu che rompi ogni argine
e rottami i ferri vecchi sul pontile,
cerca giusto il nuovo materiale
e aguzza l'ingegno e non t'affievolire.
L'applauso a quattro mani
ha perso l'eco e l'insistenza,
tu favelli a voce piena
ma poco pesce nella rete sguazza.
Pasciuto e ben lucidato appari
ti vedo padrone di tutti i quattro mari,
togli quella cappa di mestizia
che strangola lo stivale nell'ingiustizia.
Portalo deciso nel sicuro approdo
quella promessa non sia bisbigliar nel vuoto,
trafelati e senza più forza i marinai
cercano sicuri mari per non far i samurai.
In questi giochi internazionali
il bla... bla... raggiunge vertici eccezionali,
ma la materia sfugge e lascia soli
e senza unione non si conquistano tesori.
Vai capitano ricalcola la rotta
che la burrasca fa ingigantire l'onda,
tu sei l'ultima sponda prima della marea
che spazzerà tutto senza parsimonia.
E lascerà lo stivale in balia della sommossa
in quel maremoto che sbriciolerà la nave,
e ogni ideale schianterà alla fonda
in quel torbido dimenarsi che rapace infesta.
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Commenti (2)
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Azar Rudif3 ottobre 2014
Spesso, anzi sempre, sono i cattivi capitani che portano la nave nella tempesta. Purtroppo, gli italiani non sono i marinai del Bounty e non sanno ribellarsi se prima non arrivano nella tempesta.
Giacomo Scimonelli5 ottobre 2014
chissà se al nostro presidente stiano fischiando le orecchie ...! ! versi che calzano a pennello a chi sta cercando in ogni caso di salvare il salvabile... giusto o no io sto dalla parte sempre dei coraggiosi a patto che si ascoltino le opinioni di tutti ... non è facile e nemmeno impossibile... noi italiani siamo abituati alle tempeste ma siamo anche abituati a soccombere e far finta di nulla... versi che condivido ed apprezzo

