Inganno
Fissano consueti il quipu
quei devoti esseri creduli
con la larga bocca spalancata
nell'avviluppo dell'amo affusolato
Mentre laidi li trainano,
irrigidendo il filo,
si predispongono in coro
al loro triste finale,
recidendo il loro.
Occhi mai interrotti da palpebre
contemplano il bagliore sfocato:
ed è sempre più contiguo
quel lago di luce evocato.
Tragica delusione nel sapere il vero:
distaccarono ignavia e accidia
la cura del bell'imo fondale;
quello era l'antielio, ottenebrante di menti.
Preparatevi, oh imbrogliati,
a tacere i lamenti
per soddisfar con la carne
quei bugiardi avidi denti.
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