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Introspezione 5 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1199 letture

Squallida notte

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Squallida notte, il freddo umidore mi penetra profondo come fossi pavimento crepato sotto il peso raschiante dell’incuria, meschina, e di pioggia sozza nata da cielo corrotto ma lastricato di disprezzo inutile di sognata grandezza e catafratto di menzogne subìte dallo spirito esausto alpinista di verità ero, diruto fatto poi nel precipizio di stolida realtà intessuta di ostentazione – lacerazioni infette od ori manipolati non muta la vuotezza dell’atto – e pervio ancora a falci sfavillanti di sole smorto senza più calore vado ragliando nella scempia schiera.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Alberto De Matteis5 ottobre 2014

Con versi molto incisivi ed intensi, il bravo autore, con un non velato pessimismo e tanta malinconia, entra nel proprio intimo come se fosse in una squallida notte che non debba mai aver fine... eppure, sempre e comunque, ad ogni notte, anche se tempestosa, succede un'alba chiara, premonitrice di speranza e fiducia.