E parlerò d'amore

Quando dense nebbie si diraderanno
e quel barlume di luce ci verrà incontro,
l'animo godrà di quel fugace attimo
e quieto ti parlerò d'amore a voce piena.
Nella desolazione di ogni sera
la solita notizia porta veli di mestizia
e ogni domani ripete quel rosario:
non ti parlo or d'amore... ma di dolore.
Quanti fratelli vogliosi di pace
fuggono come cavallette da quel braciere,
ove la guerra ormai detta la lezione
e la dignità è solo irrisoria opinione.
In quei travagli di agognata speranza
fuggono alla cieca per terra e per mare,
sperando di trovar la nuova zolla di pace
senza dover pagar pegno fra le onde crude.
Ancor non ti parlo d'amore... ma di dolore
troppe bare allineate in quelle speranze vane;
inghiottiti dalle onde su carrette obsolete
migliaia di profughi e rapinati del loro sudore.
Vorrei parlarti d'amore per ore ed ore
ma la preghiera prende la scena e vola,
quanta miseria e quanta privazione sotto il sole
e la notte è sempre più nera e senza parola.
Ormai l'oggi è imprigionato alla catena della storia
e i messaggi che irrompono non sono immuni
da qualunquismo galoppante e da stretta boria:
e per parlar d'amore ... non è sgombra la memoria.
©
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