Riprendi quel filo

Ti sei perso
per i sentieri del mondo
uomo in quell'arraffar concitato,
hai perso il senso
del limpido orizzonte
e ora piangi nel disastroso scenario:
aggressivo con la natura
e ripagato con l'invadente moneta.
Piove a dirotto e l'incuria
è materia di scuola,
ma tu come alunno
diserti monello quel banco
e invece di allentar la presa
le lasci ancora zavorra:
deturpi il naturale aspetto
con le solite colate di cemento.
Uomo ...
riprendi generoso quel filo
il sogno non avrà futuro
se continuerai a stendere quel velo,
apri gli occhi al giorno
e ricomincia a camminargli accanto.
Buia è la notte senza risposta,
ti vedo ripiegato
a spulciare i magri conti;
cambia verso e va' incontro
è lei madre Natura ...
l'unica ancora di salvataggio.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli17 ottobre 2014
madre natura si sta ribellando all'incuria dell'Uomo... selvaggiamente deturpati paesaggi, acque e mari, foreste e tutto ciò che vive che resta adesso se non riappropriarci del bene che velocemente muore?... riflessioni che devono portare ognuno di noi a capire se veramente questo mondo ancora ci appartiene e se vogliamo suicidarci per sempre... versi condivisi e apprezzatissimi
