La vera storia di Rosso di Bacco e Frugiata di Castagna

Dal colle generoso il sole l'aveva maturato a puntino
il grappolo d'oro pronto e giusto per andar nel tino,
ma fu breve assai per farsi corpo quel sonnellino
lui spumeggiante non sentiva ragione e volle far capolino,
l'aria era calda e il sole gli mise in testa quel pensierino:
-Se mi facessi una compagnia per affogaci il mio frizzanti- no?
L'idea fissa gli si ficcò snervante finché non si mise in cammino
tutt'intorno nessun odore placava l'adrenalina frizzante di vino,
alzò il capo e vide il monte e curioso s'incamminò canterino
quella voce calda fece breccia e lungo il viottolo su un alto gradino
un suolo di castagne a po- matta asciugavano il guscio marroncino
e l'aroma che dalla valle saliva solleticava il loro corpo teneri- no.
La castagne non stavan più nella pecchia quell'odore arrivava vicino
si sentivano attratte da quel profumo e il loro aspetto era ancor più carino,
uscivano dai ricci e si rotolavano per terra e scuotevano il seno
nel vortice ammaliante scoprivano il sesso e emettevano quel suono,
per mettersi in tiro si abbandonarono a quel vento caldo che le attraeva un casino
e appena uno sguardo e in quel vortice focoso a pesce si tuffarono.
Fu un idillio a prima vista affogarsi felici in quel fuochi- no
mentre la buccia era appena sfiorata da quel temperino
e sguazzavano e scoppiettavano sopra i ceppi del camino,
il fuoco della passione non intese ragione e si rosolarono ben benino:
poi pronte per la festa in quel giro di valzer con l'inchino
si déttero anima e corpo nell'estasi d'amore... in quel fiume ballerino.
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