Davanti al Cristo in croce
Gesuino Curreli
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Se avessi quagliato un bel cristallo
dalle luci che vibrano a ponente
sarei stato l'artista più sapiente,
miscelando l'arancio con il giallo.
Avrei oscurato il lampo più lucente
con i colori che non danno scampo
al tremulo bagliore in cui mi avvampo
sorpreso dal tramonto iridescente.
La luce tersa é un'anima feconda
che semina speranza in chi non spera,
é il limpido richiamo alla preghiera
che s' impregna nell'aria e mi circonda.
E tu, Cristo, stai lì, sulla tua croce
a intorbidire il mio silenzio amaro,
immerso nell'attesa di un avaro
meriggio, sorvegliato dal veloce
frullo di uccelli che va via lontano.
Se avessi, ma non ho nella mia mano
il cristallo che sa di luce pura,
e l'anima si torce di paura
fra il tramonto ed il simbolo sovrano
del dolore piantato in quell'altura.
Ho salito fin qui i lenti tornanti,
qui, dove conobbi la sconfitta
del pianto, e lei con me, seduta e zitta,
senza speranza di guardare avanti.
Non ho il cristallo di quest' aria fissa,
e l'ultimo barbaglio ti accarezza,
come faceva allora con la brezza
a chi mi stava accanto crocefissa.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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