Il cielo di rosa

Or quel velo di cupa nebbia
sembra aprir uno spiraglio di luce,
o mio pirata... impervia è stata la scalata,
ma un barlume di verità s'intravede in controluce.
Quel giorno te ne sei andato solo
remissivo senza osar l'affondo,
quel fango gettato in faccia t'accecava la vista
e il cuore singhiozzava straziato tutta la sua pena.
Eri l'idolo delle folle festanti
in quegli irti traguardi da giganti,
tu usuale figura ti confondevi nella scena
e quando il colle mostrava la faccia:
t'involavi leggero e potente
e in quel concerto l'assolo dirompente.
Vai pirata scatta secco in faccia alla storia
in quel mulinar di muscoli s'intravede la tua pelata,
ti han fermato quel dì a un passo dalla gloria
e quella bastonata fra capo e collo ha cambiato vento,
sei entrato in quel tunnel grigio ... mesto e svuotato;
le ali tarpate e in quel mare sempre più alla deriva.
Oggi la speranza prende nuovo slancio
per ricolorar più vivo quello sfondo,
ora ti rivedo di nuovo sfrecciare solo
e nella mente si accende e vibra quel lampo.
Vai Pirata metti un dente e fai la tirata
poi scatta in faccia alla cattiveria e vola,
lassù lungo i ripidi tornanti della luna
scatta di nuovo e colorerai il cielo di rosa.
©
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