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Introspezione 26 ottobre 2014 · lettura 2 min · 1326 letture

Tomba

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Che giornata triste, e quanto nera, e come adatta a mia disperazione! Questa non vuole ostendere i segnali che la gente crede dovuti, e riconosce, e imprende a consolare. Per questo, niente lacrime, singulti, sospiri, occhi gonfi. Persino il tremolio che il mio male m’induce tento di sopire. Sono davanti a te, tomba tristissima degli avi miei, dove serbato è un posto anche per le mie ossa. Vorrei avere il vostro coraggio, il vostro stile, e la saggezza vostra. C’è intorno un brulichio di vita, animaletti minimi frugano il terriccio mentre striscianti parassiti vanno scivolando, assai lenti, lungo i rami d’alberi e di cespugli. S’ode a tratti di qualche uccello il canto passeggero, e poi, posato il cantante alato, un cinguetto più ragionato, Soffusa di tristi pensieri sembra l’aria fresca e profumata, sento avvolgermi in un manto spesso di parole spezzate, di pensieri frustrati, di amori non compiuti, di dolcezze mai avute. e l’onda di quel mare di tenerezza che inane già versai, quasi inebriante, torrida bevanda è il colloquio con voi, morti già amati di amore indescrivibile. Barcollo. Cos’è? Solo stanchezza? Solo stanchezza, sì. E nostalgia? La voce che m’interroga è quel magma d’amore, comprensione, aiuto, affetto, e poi lealtà, Vi riconosco, tutti voi. Ora sono solo né più c’è ombra di passanti. Solo. Sgorga il pianto, insistente, lacerante, senza fine, e le lacrime – mio Dio – quanto sono salate. Finisce, ondata gigantesca di vita gonfia non vissuta e ha fine anche quel grido di dolore infantile – quando ogni sentimento è sacrale – e piano piano il fiotto del bambino stremato finisce, Addio, miei cari, addio sappiate che il mio bene a nessuno mai negato fu, ad ogni costo. Ad ogni.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Jeannine Gérard4 novembre 2014

Touchante, débordante de passion et d'Amour pour tout ce qui n'est plus et qui pouvait être encore... les tombes font cet effet... malheureusement chacun de nous a quelque tombe à honorer et sur laquelle pleurer... mais la vie continue, comme ces vers que vous avez si bien décrits... " S’ode a tratti di qualche uccello il canto passeggero, e poi, posato il cantante alato," Oui, tout est vie au- dessus de ces tombes …