Tomba
Che giornata triste, e quanto nera,
e come adatta a mia disperazione!
Questa non vuole
ostendere i segnali che la gente
crede dovuti, e riconosce, e imprende
a consolare. Per questo,
niente lacrime, singulti, sospiri,
occhi gonfi. Persino il tremolio
che il mio male m’induce tento
di sopire. Sono davanti a te,
tomba tristissima
degli avi miei, dove serbato è un posto
anche per le mie ossa.
Vorrei avere
il vostro coraggio,
il vostro stile, e la saggezza
vostra. C’è intorno
un brulichio di vita, animaletti
minimi frugano il terriccio
mentre striscianti parassiti vanno
scivolando, assai lenti,
lungo i rami d’alberi e di cespugli.
S’ode a tratti
di qualche uccello il canto passeggero,
e poi, posato il cantante alato,
un cinguetto più ragionato,
Soffusa di tristi pensieri
sembra l’aria fresca e profumata,
sento avvolgermi in un manto spesso
di parole spezzate, di pensieri frustrati,
di amori non compiuti, di dolcezze mai avute.
e l’onda di quel mare
di tenerezza che inane già versai,
quasi inebriante, torrida bevanda
è il colloquio con voi, morti già amati
di amore indescrivibile. Barcollo.
Cos’è? Solo stanchezza?
Solo stanchezza, sì. E nostalgia?
La voce che m’interroga è quel magma
d’amore, comprensione, aiuto, affetto,
e poi lealtà,
Vi riconosco, tutti voi. Ora sono solo
né più c’è ombra di passanti. Solo.
Sgorga il pianto, insistente, lacerante,
senza fine, e le lacrime – mio Dio –
quanto sono salate.
Finisce, ondata
gigantesca di vita gonfia non vissuta
e ha fine anche quel grido di dolore
infantile – quando
ogni sentimento è sacrale –
e piano piano il fiotto
del bambino stremato
finisce,
Addio, miei cari, addio
sappiate
che il mio bene a nessuno mai negato
fu, ad ogni costo.
Ad ogni.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Jeannine Gérard4 novembre 2014
Touchante, débordante de passion et d'Amour pour tout ce qui n'est plus et qui pouvait être encore... les tombes font cet effet... malheureusement chacun de nous a quelque tombe à honorer et sur laquelle pleurer... mais la vie continue, comme ces vers que vous avez si bien décrits... " S’ode a tratti di qualche uccello il canto passeggero, e poi, posato il cantante alato," Oui, tout est vie au- dessus de ces tombes …
