Fragile
Ilaria De Santo
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Uomo di vetro,
dai tratti trasparenti,
dalle ossa di sughero,
anche oggi non ti ho baciato,
anche oggi non m'hai baciato.
La guerra dei nostri corpi
finì nel sangue e senza amore.
Poiché languide le mie dita
sulle tue guance frementi
finirono per turbare,
rigare di crepe
le linee del tuo viso.
Lo specchio dei tuoi vecchi fantasmi,
così limpido nei miei occhi,
doloroso come un passo tra i ghiacci,
non regge il confronto col futuro.
Guardami!
Non ho incantesimi,
solo pelle.
Te la dono per rifiorire più bella
sotto cento lune nuove.
Te la dono perché tra le funi
dei miei capelli,
così sottili e neri e volatili,
tu possa ritrovare la linea
della mia anima aliena,
scomparsa tra le nevi
e morta tra le tue schegge.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Ilaria De Santo
Nuova alla trentina e non ancora abituata, nata in sud Italia e diventata cittadina del mondo. Ho scritto tra Potenza, Perugia, Parigi, Il Cairo, Lund e Melbourne per poi finire tra le nevi di Montréal. Ma non vi sono rimasta a lungo. A volte ho un alter-ego, la zingara, figura amata anche perché la ritrovo nei connota
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