L'olio che non c'è

Sei uccel di bosco quest'anno
il frantoio allarmato è in affanno,
poche olive e questo è un vero danno:
gli occhi nel vederti affiorar non sorrideranno.
O olio leggero e sopraffino
tu sei il vanto del buon contadino,
ma quando il coppo fa l'inchino
lui lo sguardo mira con un cerino.
Se il contesto fa le bizze non c'è scampo
tutto messo a soqquadro nel fertile campo,
il ramoscello e la foglia vittime dell'inciampo
e anche tu leggiadra ti sei persa in un solo lampo.
O uomo che frettoloso tiri di lungo
attento l'equilibrio è fragile come un fungo,
non ti far trovare sempre senza spago
o la natura ti trafiggerà come un ago.
Rimettiti in sesto e modera il passo
muoviti intorno senza fare troppo sconquasso,
le ricchezze del verde grembo sono il tuo asso:
o sarà pronta la disdetta e andrai all'ammasso.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli9 novembre 2014
la natura sta reagendo allo scempio dell'essere umano... il suicidio di massa ha avuto inizio... cataclismi e chissà altro ancora sconquasseranno il nostro povero mondo... la natura subisce ma poi reagisce senza scampo... la terra si rifiuta di donarci cibo e noi che facciamo?...versi che devono farci riflettere ma non abbiamo tempo a disposizione, reagire è l'unica risposta... riappropriamoci di buon senso, ognuno nel suo piccolo può far qualcosa ed educhiamo i giovanissimi a rispettare il mondo... versi che sono pungenti e che devono farci vergognare... siamo tutti noi i colpevoli...
