La generosa mano

In questi giorni che bruciano l'aria
di un progresso solo e rapace
latitano incerti progetti di pace,
tu uomo ti vendi solo a quella vetrina
e la nuova tecnologia è la tua musa
ti osservo accarezzarla e non fai una piega.
Ripiegato su te stesso perdi gli occhi
la lucida presenza invitante t'attira
e lì dentro regna sovrana la tua storia,
mentre lontano lontano piove e tira vento:
dove la penuria è la prima parola
del vocabolario del diritto alla vita.
Tu amico sperperi e ridi incurante, per te
la notte bene o male trova sempre il giorno,
mentre là ... figure ripiegate su se stesse
si guardano solo la pelle e le ossa,
in quel desolante dramma che umilia
e lascia una parte di mondo alla deriva.
Vite in balia della carestia più nera
e in agguato il morso assassino dell'epidemia,
in quel triste orizzonte senza sole
anche la guerra è lì per fargli compagnia,
manca tutto alla sua dignità di essere umano
e piange nella notte più nera la ragione...
tu amico che ti crogioli nel solito ruzzino:
-guarda più in là e allunga generoso la mano-.
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Commenti (1)
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Saverio Chiti15 novembre 2014
già... tutti impegnati sui social! impegnati e incapaci di sentire la differenza fra un grido di gioia e un urlo di pianto, di disperazione... persone a cui tutto manca, che magari fugguno da carestie o guerre... o semplicemente che bramano un lavoro, poiché l'hanno perduto o mai trovato! famiglia che camminano sul bilico del precipizio, sempre pronti a fare il salto se solo servisse... per i figli, per i propri cari... e noi, stolti uomini che ammiriamo pubblicità ancor più becere, che "invogliano" a spendere... " non ti preoccupare, puoi pagare a rate..." Ma la vita? ...quella ahimé, si paga subito! eppure basterebbe allungare una mano... quanto cuore c'è in te, caro autore...
