Vento e violini
Gesuino Curreli
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Vento e violini come li vorrei
non giungono col fiato di novembre,
mentre la sera si ricopre d' ambre
per ammantare i tuoi ricordi e i miei.
Falci di luci vibrano a ponente
per mettere il rossetto alla montagna
che porge le sue labbra alla campagna
dalla sua altezza nitida e possente.
Questa era l'ora, si, era a quest' ora
che si inventava un angolo in cui stare
appena un po' più tardi per parlare
del senso che stordisce e che accalora.
Non piangono i violini e il vento tace
in un silenzio che non mi rincuora,
né l'anima, stordita, si innamora
dell'attimo che dà mestizia e pace.
Ora non c'é più il fiato e la dimora
in cui si trepidava si é dissolta,
non é com' era allora, quella volta,
e quel che fu inquieta, e mi addolora.
Suonate, dunque, musiche, e inondate
ogni angolo di note e partiture,
dell'eco che risani le fratture
fra l'oggi amaro e le stagioni andate.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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