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Riflessioni 13 novembre 2014 · lettura 2 min · 564 letture

Giorni d'agonia

G
Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Svegliati uomo non ti far cogliere sempre in ginocchio ogni stagione l'Autunno annuncia deciso l'Inverno, non essere sempre nel solito letargo, stai allerta, la natura aspetta da te quel gesto umile d'amore non lasciarla abbandonata al volere delle intemperie. Nel cemento ti prodighi senza contegno in quella folle corsa nel lapidar vandalo la terra dove il potere economico è il vero arbitro del gioco, boschi secolari e golene accerchiate e prese in ostaggio dal business del mattone che come la peste infetta: ogni angolo sperduto è raso al suolo e impiastrato. Non per fare il Donchisciotte contro i mulini al vento la natura piange di dolore se non si cura il particolare, lasciar libero arbitrio alle solite mandrie speculatrici non è il lucido pensiero per curare il debole sentiero, t'implorano il monte e il fiume persi nella malattia: ogni momento perso tu uomo... ingigantisci l'agonia. Ritorna indietro e ritrova lucidità e fantasia il bosco e la campagna son la tua vera mamma curane ogni particolare nell'essenza del dovere, non lasciar che lo sconquasso mostri il viso allora non sarà più tempo e sfonderà a brutto muso e per noi imbelli... verranno giorni d'agonia.
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Commenti (3)

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Sara Acireale13 novembre 2014

Purtroppo, se non si corre ai ripari, il pianeta a poco, a poco avrà giorni d'agonia. Troppo cemento fa male, non si può rovinare sempre ogni cosa, soltanto per avidità. Bisogna piantare più alberi, non abbattere quelli che ci sono, come scrive il Poeta, occore un umile gesto d'amore se vogliamo salvarci e salvare la terra.

piera tola13 novembre 2014

Ottime riflessioni, quanto ci sarà ancora d'aspettare prima che l'uomo si ravveda e ponga rimedio, ai danni che sottopone quotidianamente la terra sulla quale vive e lo ospita. Si perché noi siamo ospiti esattamente come le altre creature e fino a che non impareremo a portare rispetto non ne riceveremo.

Giacomo Scimonelli14 novembre 2014

la realtà è dura da accettare ma i colpevoli siamo proprio noi esseri umani che non ci fermiamo dinanzi a nulla pur di arricchirci ... un suicidio di massa ha avuto ormai inizio... l'agonia sarà lenta ma inarrestabile se non si corre subito ai ripari... ma chi farà mai il primo passo per riappropriarci del nostro futuro... chi mai riuscirà a vivere rispettando sorella e madre natura?? come sempre l'Autore riesce a far emergere una cruda realtà che dovrebbe farci sentire in colpa... egregiamente con il suo verseggiare mai banale manda messaggi che devono essere da sprono per noi tutti... ma ...purtroppo la realtà è diversa... come sempre i miei più sentiti complimenti...