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Morte 16 novembre 2014 · lettura 1 min · 1138 letture

Navigazione incerta

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Sono impietrito, dentro l’anima è entrato il virus mortale della sanchezza di vita. I sogni, i disegni sono fogli di carta che non hanno più mèta. Un gorgo nel mare, aperto nel lontano passato – che soltanto in virtù del poco equipaggio restato fedele terminò in una rada che credemmo sicura – s’è riaperto con turbine folle. E ricordo che al tempo, accecato da un Dio superbo, nell’ecatombe sacrificale, a qualche divina potenza non fu rivolto alcun prego. Non attesa, come suole da sempre, ma immancabile adesso si leva vendetta, adesso che morbi e vecchiezza hanno tarpato il procedere in altri luoghi ove forse trovare del loto pietoso i fiori bizzarri o dove scorra Letè, cui impetrare la pietà dell’oblio, scorgo solo una via lastricata di orrori e il raccapriccio di muovere qui gli ultimi passi, mi gela la mente, m’impietrisce ogni senso. ogni affetto.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Azar Rudif16 novembre 2014

Navigazione incerta, ma pur sempre navigazione. Quale che siano i mari o i venti, basta che si navighi ancora e sempre senza mai fermarsi anche se le vele sono lacere e senza governo. Virus, stanchezza di vita, terre dei lotofagi o Scilla e Cariddi ed altri luoghi da mitica Odissea, l'importante è riprendere sempre la via del mare o della vita che non cesserà mai di esistere.