La storia di emigrante

Oggi arrivano alla rinfusa a flotte
sul suolo italico e sfidano la sorte,
in quel marasma si muove il disordine
e anche un giusto fine perde le briglie.
Mentre dal bello stivale or decadente
se ne fugge la giovane e istruita mente,
verso un altro mondo che ha già un verso
a offrire i suoi servigi freschi d'intelletto,
mentre i giovani allo sbando in attesa nel recinto
aspettano il varco per darsela a capofitto.
In quei primi anni cinquanta anche Gino
dal nord est friulano prese il volo,
sotto la mole lo aspettava accorto il dottore
e poi via verso la miniera in Belgio,
dove oltre al lavoro l'attendeva una casetta:
per ridare sprint alla sua vita e un futuro.
Tempi magri e tanta sofferenza ma fu lì
che cominciò a metter da parte la sua prima fetta,
l'opra manuale estenuante e dura
ma a quelle forti braccia mai fece paura.
Dopo anni passò pure in Francia
dove l'edilizia andava a frullo
e lui offriva i soliti servigi manuali
e quella vita lo fece sempre più satollo.
Venne pure il tempo del ritorno
ma ormai l'emigrante era parte del suo sogno
e pose le sue radici in riva all'Arno,
in quelle conce sudicie mosse i primi passi
e non le lasciò più benché adoperasse
grembiale e guanti e lavori sempre pesanti.
Lo vedo ancor inforcar la bicicletta
con quei baffi al vento e un'aria di sfida
e non si preoccupava nemmeno per la salita:
si alzava dalla sella e l'andatura riprendeva spedita.
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Commenti (2)
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Donato Leo21 novembre 2014
Un plauso all'autore per questi versi che ricordano l'inizio dell'emigrazione. Momenti difficili, ma gli italiani si sono rimboccate le maniche e si sono realizzati, rispettando le leggi dei paesi ospitanti. Purtroppo oggi manca un accordo fra i vari paesi per disciplinare al meglio l'emigrazione.
Giacomo Scimonelli21 novembre 2014
l'amico Donato è stato molto chiaro e condivido totalmente il suo intervento... versi chiari che devono farci riflettere su una situazione che oramai non si vuole risolvere... troppi soldi girano intorno a ciò che accade oggi e sicuramente conviene nonostante venga detto che lo stato italiano non riesce più a mettere un argine a questa migrazione continua... versi sempre profondi e mai banali...

