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Riflessioni 28 novembre 2014 · lettura 2 min · 3987 letture

Dei miei versi (poesia?) al lettore distratto, a me stesso che scrivo

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Ma non comprenderai del mio delirio il travaglio sincero ed il mistero se ami solo te, se il tuo pensiero non s' innamora dell'abbecedario. Del semplice che regge i nostri passi, dell'aria che ci incarta come i pesci rapiti all'acqua, se tu non riesci ad amare la terra, l'erba e i sassi. Ma non comprenderai cos' é l'amore se non intendi ed ami della donna la cosa che ti manca e ti condanna a sere solitarie senza odore. Nei ripetuti appunti di stupore non leggerai che rime stanche e uguali se non capisci i margini abituali che disegnano i lampi dell'umore. Amo l'amore e quanto mi sovrasta, l'immaginario immenso e il mutamento di rotta per l'improvvido momento che cambierà la meta scelta apposta. Di questo sconfinato sentimento so quasi nulla e dondolo incosciente sull'altalena del mio poco o niente per cui perdo la strada e mi lamento. L' incompreso mi affascina e lo sento se pure il suo profondo mi devasta, la paura mi vince e mi contrasta e cercando riparo giaccio spento. Però mi son convinto che nel canto c'è l'anima che vive, piange e freme, che l'esistenza tiene in grembo il seme e avrà i germogli dentro il camposanto.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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