Della mia colpa
E un sorriso accarezza il sapore del suo sangue
una Venezia di lacrime,
tra le dita una prigione i suoi occhi
Urla di orchi urtano capelli e pensieri,
scie di gesti affrettano paure
e manciate di 'basta' saltano echi.
Ti affretti al fuggire d'una casa troppo stretta
al nascosto dolore l'inseguito padrone
e sprechi preghiere al finire dell'umilio.
Mentre pugni e mani spostano tende e grida,
a gattonare stanca dal pesto volto
urti il tuo cuore con la rabbia d'un pianto.
T'alzi impetuosa ferita e stancata,
selli il coraggio e cerca una via
il grido feroce che scorge il suo odore.
Si placa d'un botto il vigliacco uomo,
recide il silenzio di scuse sommesse
ti tende la mano e tutto si ferma.
Ti apri al rannicchio sudata di schiaffi,
sporcata di trucco e rossetto, respiri
mentre sicura una colpa la trovi.
Contando i singhiozzi attendi il silenzio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!