L'ultimo padre
Raccolgo e poi chino a viso porto
l'amaro cesto della mia resa
del perduto caro dell'assente mano.
Al ricordo glabro del manifesto abbraccio
giaccio insonne tra colonne di bianco marmo
tra celati occhi d'occhiali e lacrime.
Al passar del carro dell'acre fiore
l'uomo oscuro a lento passo m'induce
tra file e passi di sconosciuti lamenti.
Del sangue al sangue che di pari carne
non uno sguardo dell'attonita scena
e una piazza di croci di schiena s'allontana.
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