I giorni attesi
Gesuino Curreli
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Non apparecchierò il salotto giallo
con i fiori che amavi, tanti e lievi
in ogni angolo, dove tu sceglievi
il contrasto col rosso del corallo.
Non apparecchierò, senza compagni
alla tavola ignuda come un cane,
mi basterà il formaggio e un po’ di pane
con due dita di vino che mi bagni.
Starò al camino sopra quella sedia,
nell’angolo che è storia ricorrente
per prestare alle brace il mio silente
desiderio del nulla che mi tedia.
Sentirò da lontano spari e voci,
immerso nel silenzio che ricorda
quanto la solitudine sia sorda,
e i giorni attesi fremiti veloci.
Sarà schiamazzo rapido e insolente
che inonderà la notte, ma il silenzio
avrà la meglio nel mio sacro tempio
dove il passato è vivido e recente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli15 dicembre 2014
Una roccaforte chiusa alla vita dove neppure lo schiamazzo della festa può penetrare indisturbato il tempo dei ricordi, vive ... dentro una malinconica attesa che non sarà colmata! Visive e chiare immagini!
Duilio Martino17 dicembre 2014
Una Poesia tanto bella quanto triste. Una chiusura alla vita per soffermarsi sul ricordo di un vissuto tanto caro... Non sono d'accordo sulla sinalefe che interessa le parole la cui ultima sillaba è accentata (apparecchierò/il... starò/al).


