Fili di pezza
sfregiate le pareti di quest’alba
nascondono all’entusiasmo il capo,
dell’albero al confine solitaria resta l’ombra,
linea tenue che non fa più segno
e dei capelli,
un tempo dolcemente carezzati,
adesso solo fili di pezza scoloriti
intreccia mani anima angosciata
in cambio di incenso
implora pace come unguento,
per questa pelle
infangata dall’abbaglio,
per questi occhi
tramutati in freddo marmo
e dal rettile sfinito ora unici sospiri infami
coprono urla
e spaccano l’incanto
del celeste sogno
che lentamente sfibra
nella muta isola
che sempre cela inganno
©
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